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Chi Ŕ Michela PodestÓ Osteopata D.O.
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craniale_osteopatia_genovaProbabilmente hai già sentito dire che l’osteopatia studia il corpo umano in modo globale, ma forse non sai ancora che il trattamento osteopatico si realizza esclusivamente con tecniche manuali e che è utile per risolvere moltissimi disturbi.


Sai che l’osteopatia è stata riconosciuta dall'’Organizzazione Mondiale della Sanità?

E’ stata classificata tra le discipline mediche tradizionali perchè è basata sull’anatomia e sulla fisiologia come la medicina allopatica.


Procedendo nella navigazione di questo sito apprenderai che la differenza sta nell’'approccio al paziente: l’osteopatia non si limita a trattare i sintomi, ma ne individua la causa.



DA DOVE VIENE L’OSTEOPATIA

In pochi minuti imparerai che l'osteopatia è nata negli Stati Uniti nel 1874 grazie alla mente brillante di un medico: Andrew Taylor Still. 


Una delle ragioni principali per cui l’osteopatia è affidabile ed efficace, sta nel fatto che tutte le intuizioni del Dott. Still sono nate dallo studio attento e intelligente dell'’anatomia e della fisiologia del corpo umano.


Molti anni fa, nel 1892, il Dott. Still fondò la prima scuola di osteopatia: l’'American School of Osteopathy a Kirksville nel Missouri.
Qualche anno dopo, nel 1917, un allievo di Still, il Dott. J.M. Littlejohn D.O., fondò la prima scuola di osteopatia in Inghilterra, la British School of Osteopathy a Maidston.

E in breve, a partire del 1951, l’osteopatia giunse in Francia e si diffuse in tutta Europa.

Forse ti stupirà scoprire che oggi esistono osteopati in tutto il mondo, anche se non è sempre stato semplice per l’osteopatia essere accettata come professione sanitaria, infatti l'America l’ha riconosciuta tale solo nel 1966, mentre la Francia ed altre nazioni europee nel 2007.

Quello che sta accadendo ora in Italia è che la professione di osteopata non è riconosciuta né regolamentata; il problema principale è che ciò crea confusione tra i pazienti, che non sono tutelati da coloro che, senza una formazione adeguata, si definiscono osteopati e che, vista la mancata regolamentazione, possono farlo senza correre rischi.

Devi sapere che proprio per questo l’Associazione Professionale degli Osteopati si pone l'obiettivo di identificare gli osteopati esclusivi, cioè le persone che hanno seguito un corso di studi adeguato (almeno 5 anni) e  che fatturano le proprie prestazioni esclusivamente come OSTEOPATI D.O. 




IN QUALI CASI E’ UTILE L’OSTEOPATIA


osteopatia_indicazioniTi è mai capitato di avere un dolore che ti perseguita? 


Pensa a quanto tempo e quanti soldi hai speso solo per iniziare a capire di cosa si trattava.


Il modo migliore per ridurre i costi è rivolgersi ad un osteopata che in poco tempo risolverà il tuo problema, oppure ti consiglierà lo specialista adatto.


Andando avanti nella lettura imparerai che l’osteopatia è adatta a tutti, dal neonato all’anziano e che il suo campo d’applicazione è molto ampio, infatti è molto efficace in molti casi tra cui:


DOLORI OSTEO-ARTICOLARI O MUSCOLARI

NEVRALGIE

CEFALEA

EMICRANIA

SINUSITE

VERTIGINE-INSTABILITA’

CAPOGIRI

ACUFENI

INSONNIA-SONNO DISTURBATO

DOLORE PELVICO

INFERTILITA


PROBLEMI VISCERALI:


DIGESTIONE LENTA

REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO

IRREGOLARITA’ INTESTINALE

EMORROIDI

CISTITI RICORRENTI

CICLO MESTRUALE IRREGOLARE O DOLOROSO


Probabilmente ti sei già trovato in una di queste situazioni, o magari conosci qualcuno perseguitato da uno di questi disturbi: pensa semplicemente come sarebbe liberarsene.


Un’altra situazione frequente in cui è molto importante rivolgersi all'osteopata è a seguito di un incidente, un trauma o una caduta.


Quello che voglio dire è che, in seguito a incidenti o traumi, spesso si manifestano sintomi come sonno disturbato, difficolta di concentrazione, stanchezza e mal di testa. 


Avresti mai immaginato che questi sintomi possono essere una conseguenza dell’’incidente?


Il più grande errore in questi casi è ignorare la situazione perché col passare del tempo andrà verso il peggioramento: il tuo organismo ha reagito in modo brusco per difendersi dal trauma e ne porta ancora i segni.


E’ importante sapere che quei sintomi derivano da uno stato in cui il corpo cerca di stare sempre all’erta e che ciò comporta un consumo di energie elevato: più di quante se ne possano recuperare.


Molte persone giungono alla conclusione che tutto ciò sia causato da un periodo stressante e non mettono in relazione i sintomi con l’incidente subito in precedenza, quindi non arrivano a nessuna soluzione.


Ora che sei a conoscenza di queste informazioni puoi capire l’importanza di contattare un osteopata in questi casi: lui capirà subito di cosa stai parlando e risolverà il tuo problema rapidamente.


Lascia ora che ti racconti qual’è il modo migliore per rendere efficace un trattamento ortodontico, ad esempio il classico “apparecchio ai denti”.

Ogni esperto sa che in questi casi la chiave del successo è la collaborazione: nello specifico la collaborazione tra ortodontista e osteopata.


La cosa importante è che lavorando sul cranio l’osteopata prepara il terreno per il trattamento ortodontico ed è ancora più importante il lavoro dell'osteopata alla fine della terapia ortodontica. 


Ripensa a quando eri bambino: ricordi la strana sensazione in bocca e alla testa che provavi quando portavi l’apparecchio? 


Devi sapere che quella fastidiosa sensazione dipendeva da un rallentamento del movimento del cranio causato dall’apparecchio; ciò può portare problemi come cefalee o vertigini, ma anche compensi a distanza che potrebbero scaricarsi sulla colonna vertebrale contribuendo a creare atteggiamenti scoliotici: ecco perché è fondamentale andare dall’osteopata dopo la rimozione di un apparecchio ai denti!


Hai già capito che l’'osteopata non si limita a rimetterti in piedi dopo il classico “colpo della strega”, sebbene sia efficacissima in questi casi, e ora inizi a renderti conto che sono davvero tanti i motivi per rivolgersi ad un osteopata.


Probabilmente adesso ti starai domandando quali sono i limiti dell’osteopatia, in quali casi l'osteopata non ti può aiutare. 


E’ importante sapere che l’osteopatia ha un’utilità limitata nei casi in cui sono presenti lesioni anatomiche che vanno al di fuori della normale fisiologia.


Cerchiamo di capirci meglio. Se hai una frattura è completamente inutile andare dall’'osteopata; se hai un'artrosi molto sviluppata l'osteopata ti darà un po' di sollievo ma non potrà fare altro, come nel caso di tendini o legamenti rotti, o di patologie come calcoli e calcificazioni peri-articolari; in queste situazioni l'osteopatia ha poco margine di azione.


Ti dirò esattamente cosa succede in questi casi: l’osteopata esegue dei test che gli permettono di capire in che situazione ti trovi e ti consiglia la figura professionale più adatta al tuo caso, rendendosi disponibile a collaborare con essa se necessario. 



QUAL È IL MOMENTO GIUSTO PER ANDARE DALL’OSTEOPATA?


Leggendo questa pagina hai già imparato quante sono le situazioni in cui l’osteopatia è utile ed efficace, ed hai scoperto anche che l’'osteopatia riesce a lavorare bene se il nostro corpo è integro, senza lesioni.

Ti sei mai chiesto se si possono avere sintomi come quelli elencati senza avere nessuna lesione? 

ASSOLUTAMENTE SI.


Se non sei pratico di questi argomenti, la prima cosa che devi sapere è che il sintomo non si presenta sempre come la manifestazione di una malattia.


La verità è che un sintomo rappresenta la sofferenza di alcune strutture che non sono ancora malate: è un campanello d'allarme. 


Ricorda che il tuo corpo, con un sintomo, ti dice : “guarda che io inizio a non stare tanto bene, per adesso non mi sono ancora ammalato, ma se continuiamo così mi ammalerò, fai qualcosa per evitarlo!” 


Quello che intendo dire è che per passare dallo stato di “salute” a quello di “malattia” c’è una strada lunga da percorrere; e questo non lo pensano solo gli osteopati.


Proprio come si legge nella definizione di “salute” dell'’Organizzazione Mondiale della Sanità:

"Uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità; una risorsa per la vita quotidiana, non l'obiettivo del vivere. La salute è un concetto positivo che valorizza le risorse personali e sociali, comesecondo la Carta di Ottawa per la Promozione della salute, la salute e pure le capacità fisiche. La salute si raggiunge allorché gli individui sviluppano e mobilitano al meglio le proprie risorse, in modo da soddifare prerogative sia personali (fisiche e mentali), sia esterne (sociali e materiali). Salute e malattia non sono pertanto condizioni che si escludono a vicenda, bensì punti terminali di una comune continuità."


Per rendere più immediato questo concetto mi aiuterò con una rappresentazione grafica:




E ora stai per scoprire come effettivamente ci allontaniamo dallo stato di “salute”.


Immagina che succeda qualcosa che il tuo corpo non ha in programma come una caduta; oppure pensa ad una situazione abituale non fisiologica, come per esempio lo stress prolungato: non importa se si tratta di stress fisico o psichico, quello che conta è che il tuo corpo può gestirlo senza conseguenze solo a BREVE termine.

Mentre assorbi queste informazioni puoi facilmente intuire che se affronti un periodo difficile, oppure prendi una storta, cadi, ricevi una brutta notizia o mangi qualcosa che ti fa male, qualcosa in te può cambiare; a questo punto può spuntare qualche fastidio, facciamo l’esempio di un fastidio al ginocchio: ma noi non ci diamo peso, abbiamo troppo da fare, passerà!

Il fastidio però continua e comincia a trasformarsi in un dolorino al ginocchio (cattivo! Perché noi ce la prendiamo con il ginocchio!), ma siamo indaffarati, figurati se non passa!

E invece di passare lo sentiamo sempre un po’ di più; a questo punto, indispettiti dalla perdita di tempo, andiamo a fare una radiografia: risultato negativo.

Con nostra sorpresa il referto dice che non c’è niente, ma il ginocchio dice il contrario perché continua a far male! Come può succedere questo?

Perché nella nostra scaletta il passaggio da “fastidio” a “dolore” corrisponde ad una disfunzione, non ad una malattia, quindi la radiografia è negativa.


A questo punto i più fortunati incappano casualmente in un osteopata che in poco tempo risolve il problema, trattandosi di una semplice disfunzione. 

Molte persone però, non incontrano nessun osteopata sulla loro strada e cominciano una lunga trafila di visite specialistiche che non danno nessun frutto: giustamente, non è colpa dello specialista! 

Il “problema” è che il ginocchio non è ancora malato, ma contemporaneamente non è sano: è in disfunzione.

Cosa accade normalmente in questi casi? Ci si tiene il male al ginocchio, lo si accetta come un acciacco, quasi come un compagno di vita e si va avanti.

Dopo qualche anno però questo dolore diventa troppo invadente, non lo possiamo più accettare e allora torniamo a fare una radiografia e...............

“Per forza che ha male al ginocchio guardi che artrosi che c’è qui!”

Questa sarà la risposta del medico, perché in quegli anni abbiamo percorso la nostra scaletta passando dallo stato di “disfunzione” a quello di “malattia” (in questo caso artrosi): il ginocchio ora è malato.


Sapete cosa succede se incappate in un osteopata adesso? Magari perché un vostro amico vi ha detto che “fa miracoli”, che gli ha tolto il dolore subito, ignorando che la sua era solo una disfunzione e non una malattia?

Lo stesso osteopata che ha “miracolato” il vostro amico vi dirà che potrà darvi solo un po’ di sollievo  perché ormai i tessuti del vostro ginocchio sono alterati e lui non può farci nulla; certo, vi indirizzerà dallo specialista giusto (giusto ora, è lo stesso di prima, il problema è il “quando”!), ma le possibili soluzioni saranno certamente più complicate e invasive di un trattamento osteopatico.


La cosa più furba che puoi fare è rivolgerti all’osteopata prima di iniziare quella lunga trafila di visite ed esami clinici.


Quello che solitamente accade è che molte persone considerano l’osteopata come l’ultima spiaggia e arrivano da noi dicendo “le ho provate tutte, proviamo anche l’osteopatia!”


Non c’è niente di sbagliato a “provarle tutte”, però devi sapere che se “provandole tutte” non cambia nulla significa che sei ancora nella fase delle semplici disfunzioni, quindi il professionista adatto a te è l’osteopatia.


Ora magari ti stai chiedendo cosa potresti fare se ti fosse stato diagnosticato un problema, ad esempio la classica discopatia; non hai bisogno di esperienza per intuire che se il dolore non se ne va con le terapie consuete, potrebbe non essere la discopatia a causarti il dolore! 


Lo sapevi che moltissime persone hanno discopatie senza nemmeno accorgersene? Si, perché le discopatie possono essere asintomatiche e quindi non causare dolore.


Il mio miglior consiglio per evitare perdite di tempo è quello di “usare” l’osteopata come “navigatore satellitare”:  l’osteopata è in grado di ORIENTARTI, può capire di che tipo è il tuo problema e se rientra nelle sue competenze lo risolve, in caso contrario ti spedisce dallo specialista giusto!





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